Disdetta contratto di affitto

Un contratto di locazione per immobili destinati a qualsiasi uso, ha una durata ben definita al termine della quale se le parti, il locatore e l’affittuario, lo dovessero ritenere opportuno vi è anche la possibilità di rinnovarlo. Tuttavia, per come sono stati strutturati i contratti attualmente in vigore c’è la possibilità di terminare anzi tempo il rapporto ovviamente seguendo una determinata forma e tempistica.

Naturalmente le modalità a seconda del contratto che si è stipulato. Il contratto di locazione per uso abitativo può essere di due tipologie ed ossia a canone libero con una durata di quattro anni più altri quattro con tacito rinnovo automatico e quello a canone concordato per una durata di tre anni più due anni per un possibile rinnovo. Chiariamo che l’estinzione naturale del primo contratto è di otto anni per il primo e di cinque anni per il secondo. Questo succede a patto che sia il proprietario dell’immobile e sia l’inquilino siano d’accordo nel proseguire con l’accordo. Nella circostanza in cui uno dei due non abbia tale intenzione, allora il contratto può essere terminato nel caso del canone libero dopo quattro anni e nel caso di canone concordato dopo tre anni. Per sciogliere il contratto dopo la prima parte di esso, ci sono delle motivazioni ben precise che consentono di farlo al proprietario ed ossia:

- Il locatore ha assoluto bisogno dell’abitazione per se stesso o per un proprio familiare ( coniuge oppure un figlio)

- Il locatore ha necessità dell’immobile per avviare un’attività lavorativa campionandone la pertinenza.

- L’affittuario ha la possibilità di poter locare un altro immobile similare nello stesso comune dove è ubicato il precedente.

- L’affittuario in maniera del tutto ingiustificata, per periodi piuttosto lunghi non utilizza l’immobile.

- L’abitazione deve essere sottoposta ad un’opera di ristrutturazione necessaria. Inoltre, nel secondo caso, qualora il proprietario non dovesse avviare l’attività entro 12 mesi dalla data in cui l’affittuario ha lasciato libero l’immobile, quest’ultimo può chiedere che sia reso nuovamente valido l’affitto oppure accedere ad un risarcimento danni pari a 36 mensilità.

La legge italiana prevede che la volontà nel disdire il contratto di locazione sia comunicata tramite l’apposita lettera di disdetta che per avere validità dovrà essere inviata almeno 6 mesi prima della data della prima scadenza del contratto, tramite una raccomandata di andata e ritorno. Questo nel caso in cui il contratto sia quattro più quattro anni oppure tre più due anni. Invece, se il contratto è di tipo transitorio, allora i mesi di preavviso scendono a tre. Nel caso in cui invece sia l’inquilino a voler disdire il contratto, questo può essere fatto in qualsiasi momento in presenza di un grave motivo e con sei mesi di preavviso. Da un punto di vista fiscale, l’interrompere anzi tempo contratto di locazione comporta il pagamento dell’imposta di registro da 67 euro.